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Il progetto di Josè Antonio Abreu non cessa di ispirare i giovani componenti della Roma Youth String Orchestra

Posted On Giovedì, 19 Aprile 2018 17:20
La Roma Youth String Orchestra La Roma Youth String Orchestra

E’ trascorso quasi un mese da quando il musicista venezuelano Josè Antonio Abreu, è scomparso, all’età di 78 anni. Ma il suo progetto educativo, sociale e musicale noto come “El sistema”, che vede l’orchestra come “società ideale”, dove i ragazzi uniti dalla passione per la musica, imparano a costruire il loro futuro all’insegna dello studio dei loro strumenti, della cooperazione e dell’impegno, non cessa di ispirare i giovani componenti della Roma Youth String Orchestra, tornata ad esibirsi sabato 14 e domenica 15 aprile in due magnifici concerti a Roma, alla Chiesa di S. Michele Arcangelo, e ad Anguillara Sabazia, nell’antica chiesa di San Francesco, nell’ambito della rassegna de “I concerti di Primavera” in programma fino a maggio nella ridente località sulle sponde del lago di Bracciano.

Proprio ad Abreu il Maestro Alberto Vitolo, che dirige questa preparatissima orchestra giovanile da Camera d’Archi ha voluto dedicare in particolare un brano, eseguito con consapevolezza e precisione, la Sinfonia in Si minore BV169 “Al Santo Sepolcro”, espressiva meditazione sulla passione di Cristo che in tonalità minore porta avanti l’Adagio molto dal piano al pianissimo, e che esplicita il dramma enunciato dai violini primi nei cromatismi dell’Allegro ma poco.

Le esecuzioni, dal titolo “Il Prete rosso in concerto” hanno visto un programma interamente dedicato a Vivaldi, avvalendosi della collaborazione del Maestro Monica Limongelli, insegnante dei flautisti Eufrasia De Mattia e Alice Zavarella, che così mirabilmente si sono inseriti nell’orchestra eseguendo con perizia e convinzione il concerto in Do maggiore per due flauti, archi RV533, a cui è seguito il Concerto n.2 “La Notte” RV 439 dove Lorenzo Lepore ha dato grande prova di talento e controllo con il suo flauto traverso.

Nel concerto in La minore per 2 violini, archi e cembalo, tratto dall’Estro Armonico op.3, i violini di Emanuele Marinelli e Ludovica Mastrostefano hanno dialogato tra loro e con l’orchestra con puntualità e virtuosismi, in particolare nel larghetto Spirituoso del secondo movimento costruito su un "basso di Ciaccona" che si muove in un ostinato ripetuto dall'inizio alla fine del brano ed offre un chiaro riferimento al gusto teatrale di Vivaldi, in cui il duetto lirico dei violini gioca con la dolce espressività dell’orchestra.

A concludere le serate “La Follia”, tema e variazioni per archi e cembalo, in cui la Roma Youth String Orchestra, giovane orchestra da camera d’archi, composta da ragazzi compresi tra i 13 e i 19 anni, con l’impulso del Maestro Alberto Vitolo ha offerto senza freni tutta la sua preparazione ed il suo entusiasmo, prodigandosi in una cavalcata sempre più incalzante di variazioni che, in un climax ascendente a livello di timbro e strumentazione, terminano con una progressiva intensificazione ritmica che non poteva che finire con il fragoroso ed entusiasta applauso del pubblico.

 

 

 

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